Vegan Black Metal Chef

L’Heavy Metal, spesso definito Metallo dai suoi fan, è il virus del male, della distruzione e del pandemonio, con essa i malvagi hanno cercato di conquistare il mondo, ma hanno fatto la fine dei Green Day, come giustamente ci ricorda Nonciclopedia. Ligabue invece recitava in modo più poetico che ”Anche i duri hanno due cuori” in una delle sue canzoni più malinconiche. Ma forse non tutti sanno che essi hanno anche due stomaci che servono loro per ruminare, infatti tra di loro alcuni evitano addirittura di uccidere gli animali senza motivo. E lo fanno a suon di black metal!


Con questo post mandiamo un saluto agli amici di VBMC, ricordando loro che c’è sempre una cantina buia dove noi non vediamo l’ora di invitarli tra catene e alabarde a bere una buona tazza di Chianti a recitare quello che ci diceva sempre Carla James Fracci: al di sopra delle convenzioni umane; al di sopra delle leggi; al di sopra delle Linee guida. La notte, il Sedicenne metallaro diventa DIO!



Spam Spam Spam

Ecco in omaggio al celeberrimo prodotto dei Monthy Python, gli indirizzi email di coloro che hanno spammato il mio blog durante quest’ultimo semestre. Sentitevi liberi di copiarli anche voi nei vostri blog per ringraziarli per il lavoro indefesso che portano avanti ogni giorno con solerzia e abnegazione. Grazie a dio ognuno di noi ha i suoi bot un po’ ovunque. In basso alcuni dei loro interessantissimi e pertinentissimi commenti.

229Summer@gmail.com
52Arquette@yahoo.com
Bloomstrom1916@gmail.com
Boday61@yahoo.com
Bremer9972@gmail.com
Budak@hotmail.com
Bussard76@gmail.com
Clubb@gmail.com
Eldrige@gmail.com
Giese18@yahoo.com
Grall2587@gmail.com
Grulke@gmail.com
Hansford14@gmail.com
Hemingway@gmail.com
Kindlimann7228@gmail.com
Langtry82@yahoo.com
Loveday4835@gmail.com
Manalili2493@yahoo.com
Mcmonagle2050@gmail.com
Merando9339@safetymail.info
Oberer@yahoo.com
Roskowinski@yahoo.com
Seebaum@gmail.com
Siravo1615@safetymail.info
Skillan@gmail.com
Teyler4@gmail.com
Thuotte880@hotmail.com
Thurness3918@gmail.com
Uhlig7538@gmail.com
Vassen@hotmail.com
Wooldridge@hotmail.it
Zorn@yahoo.co.uk
alexbat1@live.it
anjarathjen@hotmail.com
catering@gmail.com
desirent4@aol.com
fajne.238@gmail.com
gaddd89@gmail.com
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jonasbroslosamoo@yahoo.com
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move-me@gmail.com
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wootwoot153@ymail.com
2957Liscomb@gmail.com
Aleve@official.site
Castrellon@garthmail.com
Czupryna3485@gmail.com
Enslow322@ymail.com
Fore47@gmail.com
Jaksch@gmail.com
Jarosh21@gmail.com
Mero@live.com
Minich@hotmail.com
Molin@yahoo.com
Paget@gmail.com
Willenbrock2807@hotmail.com
Yeats@gmail.com
Younan2062@hotmail.com
bulbo78@yahoo.com
damiencreepwest@gmail.com

Chissà che Blog.com non riesca a prendere, un giorno, delle iniziative a riguardo di questi gentilissimi e forse un po’ stravaganti utenti.



Wafer Slittato su Yogurt Caramellato, Incappottato con Sciarpa di Panna, Guanti di Mousse al Cioccolato e Nevicata di Cacao in Polvere

Il “Wafer Slittato su Yogurt Caramellato, Incappottato con Sciarpa di Panna, Guanti di Mousse al Cioccolato e Nevicata di Cacao in Polvere” anche noto come “UltraMerendina” è, come pretende il nome stesso, la merendina più buona che sia mai stata creata, da quando l’uomo ha cominciato a camminare, per ragioni tuttora misteriose, in posizione eretta.

La UltraMerendina è stata creata per imbottire i ragazzi di energia, sferzarli con un violento spettro di sapori, violentarne le pupille gustative, colpirli con impetuosi dorsi di cioccolato e infine costringerli in una martellante incappottata di bontà sucunine che diano loro la possibilità di terminare i lavori di tesi più pesanti, e rinvigorirsi in un istante anche durante i periodi più freddi dell’anno.

Vado mangiare in mensa e nel menu c’è un piatto di carni australiane; dopo aver mangiato il primo pezzo mi avvento sugli uccellini che scopro essere vivi, benché cotti. Decido di mangiarli lo stesso ma cominciano a urlare di dolore, al che si avventano sulla mia mano e non la lasciano più. Appena riesco a liberarmi gli uccellini insieme ai facoceri (che a quanto pare erano anche loro nel piatto) iniziano a schernirmi. Così me ne vado e scopro guardando le email che mi stavo dimenticando di un appuntamento con Fidel Castro, proprio il giorno prima di consegnare la tesi. Visto che in certi casi non è opportuno paccare, vado all’appuntamento, e tra cocktail e figone mi chiede se avevo apprezzato il sushi che mi ha fatto mandare…

Con queste parole i nostri ragazzi descrivono spesso il loro stato d’animo dopo una faticosa giornata di studio. Ora potranno finalmente passare notti intere di lavoro insonne e compulsivo grazie a questa nuova succulenta prelibatezza, studiata per loro in mesi di test mirati, e sudati esperimenti dalla crema pasticcera del nostro staff.

Aggiornamento. Il nostro cuoco Faldedo Lippi, grazie ad un’alimentazione sana ed equilibrata composta dal 96% di UltraMerendine e dal 4% di acqua zuccherata è riuscito finalmente a dottorarsi. Con la sua tesi ha dimostrato definitivamente che questa ricetta è migliorabile solo in un modo, imbottendo di UltraMerendine una torta Sacher. Questa particolare torta, nota come UltraTorta o IperMerendina, gli ha consentito di superare anche questa prova con il massimo dei voti e il prestigioso riconoscimento dell’”assaggio accademico”. E in tempi di crisi per la culinaria come questi, e la quasi totale assenza dei programmi di cucina nel palinsesto televisivo italiano, questa è davvero una notizia ottima, da gustare come inserto in una millefogli.



Palindromo Liquefatto di Lozione Pomeridiana Inglese e Diluizione Collosa di Grumo Essudato in Decotto Rappreso

Il famoso “Palindromo Liquefatto di Lozione Pomeridiana Inglese e Diluizione Collosa di Grumo Essudato in Decotto Rappreso” meglio noto nel new Hampshire come “Latte con tè e cannuccia“, non è altro che lo stravolgimento di un canovaccio alimentare inglese, che vuole il latte dentro al tè e non viceversa.

Questi giorni dopo aver fatto incetta al supermercato di vari esemplari di confezioni Gemining, preda dell’euforia da “offerta del mese” e memore dell’esorbitante consumo di tè che pratico, ho deciso di sperimentare diverse prelibatezze, tra le quali la rinomata variazione sul tema del più classico tè con latte inglese, ovvero il latte con il tè. Qualche mese fa ordinai un tè al bar della facoltà alberghiera di cucina creativa dove insegno: l’inverno era gelido e ci voleva qualcosa di caldo per riprendersi dal congelamento subito durante l’esercitazione nelle stalle! Di solito al bar prendo una cioccolata dell’Ercollera, nota marca di tè e cioccolate in tazza liofilizzate, ma non so perché quel giorno la barista, che barcollava sulle sue gambe, aveva gli occhi rossi e lucidi e continuava a ispirare con veemenza dalle narici, non azzeccò un’ordinazione. Così mi porto un latte al posto della cioccolata, e per scusarsi cercò di aggiustare il tiro lasciando riposare al suo interno una bustina di ottimo tè Selex, marca gemella della Durex, meglio nota per la produzione industriale di addobbi per feste. Il filtrino che mi capitò quel giorno fu un appartenente alla qualità English Breakfast: sarà stata l’avversa condizione climatica, sarà stato quello zucchero così fine e saporito che la cameriera portò in bustine trasparenti, sarà il tempo di infusione perfetto, fatto sta che con un goccio di limone ed una piccola cannuccia in eternit ricoperto di morbida sfoglia al cioccolato, la bevanda si rivelò squisita.

Ansiosa di appurare la veridicità della mia prima impressione oggi ho affogato due bustine nella lattiera per il mio consueto milk time pomeridiano, momento che precede ogni mia full immersion nella preparazione dei piatti per questo blog. Già la confezione rossa e amaranto ricorda le sgargianti livree delle inefficienti guardie del corpo di Lady Diana, in più l’odore sprigionato dalla cartucciera che mio marito lascia sempre sul tavolo perché ci giochino i bimbi, ha reso possibile immergermi tra le grazie di Sua Maestà in un salotto di Bukkingham Palace! Vi consiglio di provare nelle segrete dei vostri castelli questa linfa calda e corroborante, magari proprio in un giorno dove la neve toglie il colori a questo miserabile pianeta.



Struffellato Dorico di Nocciola Corinzia con Rivoltata Ionica di Ostia, Colonnato di Nutella e Cappottino di Maiale

Il sublime “Struffellato Dorico di Nocciola Corinzia con Rivoltata Ionica di Ostia, Colonnato di Nutella e Cappottino di Maiale” più facilmente reperibile nei supermercati come “Rerrero Porchet” è una delle rivoltate più trendy del nostro patrimonio culinario Valpoliciano. Gli ingredienti scelti con cura e attenzione storica ne fanno uno dei prodotti più costosi al mondo.

L’unione di carne e cioccolato passa molto spesso attraverso la demonizzazione di uno spauracchio: Il Regno dei due sapori e la mitizzazione del grande liberatore formato dal binomio: Secondo-Dessert Sardo Milanese.

Impreziosito con Foglie di Mirto

Ma da una attenta rilettura della storia si può facilmente evincere che già dai tempi del regno Borbonico l’alimentazione creativa non aveva affatto bisogno di essere liberalizzata. Partendo dal punto di vista economico il Regno Borbonico fino all’unificazione conta una cassa di 443 milioni di Merdero Rorcher, involti in sfoglie d’oro zecchino, lo stato di Sardegna, invece conta un patrimonio di oltre 20 milioni di suini con cariche onorarie. Il divario, economico delle due realtà, sebbene così poco distanti, viene dunque scavalcato mediante la consueta unione di sapori di primo livelo, tanto cara ai lettori di questo gustoso blog.

L’elegante dessert si presenta fortemente strutturato con importanti primati nella produzione di serotonina a livello organuletico, grazie ad un vero e proprio nocciolo di sapore presente in un’involtura ionica di ostia. Lo struffellato dorico, creato nel Real Stabilimento presso Mongiana e le nocciole estratte nel rinomato opificio di Pietrarsa ne decretano il successo tra i commensali. In questo quadro culinario, viene racchiuso tutto il sapore e la fragranza della cappottata di maiale sarda, con tutto l’agio e la vivacità di un popolo che non è mai sceso a compromessi socio-politici per quanto riguarda il sapore dei suoi piatti.

Il successo di questo dessert, il più imitato di sempre, è stato confermato dalla creazione di tantissimi altri confetti di sapore gemelli come i PorCherie (leggi por’sceryì, dal francese “gustosi e preziosi porri saporiti”), anch’essi accompagnati dall’elegante foglia di mirto di cispo, e mele minuscole bagnate in una salamoia dell’albenga. Uno tira l’altro, ormai dai tempi delle invasioni barbariche nel vostro palato esigente.



Non essere cafone, serviti dal sifone!

L’Italia è un paese con un elevatissimo numero di sorgenti, ed in molte parti del suo territorio l’acqua non manca e la sua distribuzuione e’ abbastanza efficiente, nonostante questo per consumo di acqua minerale siamo al primo posto in Europa (155 litri di minerale l’anno a testa, contro i 17 degli olandesi, utlimi in questa classifica) [fonte]. Perchè bere quindi acqua in bottiglia che, in media è 330 volte più cara di quella del rubinetto? Sapore, moda, reale necessità? O forse le acque minerali offrono maggiori sicurezze igieniche e fanno bene per la salute? Personalente, nella mia ignoranza, sorrido quando di un acqua leggo come unico beneficio il fatto che “può avere effetti diuretici”… mi smentiscano i medici, ma credo che sia una caratteristica comune a tutte le acque quella di farci fare la pipì…

Vero è, invece che, in alcuni casi possono aiutare: come per gli atleti che lamentano acidosi metabolica dopo sforzi intensi, per i quali è consigliata un acqua ricca di bicarbonato come l’”Acqua Uliveto, l’acqua del rubineto“. I calciatori manco a dirlo amano sopratutto quelle ricche di calcio per combattere l’eccessiva acidità gastrica dovuta ai loro rapporti intellettuali con le veline. I nostri governatori amano invece quelle con un alto residuo fisso di stronzio.

Oltre a tanti elementi benefici, nelle acque minerali possono nascondersi anche dei veleni: da alcune fonti sgorga acqua contenente dei veleni come l’arsenico, il cadmio, il nichel, il cromo trivalente e i nitrati. Senza che di queste sostanze vi sia traccia nell’etichetta. Per questo motivo consigliamo di bere acque più controllate come appunto “Smeraldina, l’acqua della tua cucina“. I nitrati, soprattutto, nel tratto gastrointestinale si trasformano in nitriti (hai detto cavallo?); la concentrazione di questi ultimi, superiore a 25 mg/litro impedisce il trasporto di ossigeno ai tessuto da parte del sangue. Da qui si spiegano molte cose riguardo alla scaltrezza di chi continua a far viaggiare sulle autostrade tonnellate di camion semivuoti per consumare acqua in bottiglia.

Del piero è molto triste in questa foto. Infatti ci spiega che l’acqua di rubinetto sa spesso di cloro (disinfettante innocquo per la salute), che dà un gusto poco gradevole (eufemismo); per limitarne il sapore si consiglia di lasciarla scorrere a lungo (il cloro si concentra nei pressi del rubinetto), imbottigliare e mettere in fresco nel frigorifero o servire direttamente come si beve “Rocchetta, a canna dalla bocchetta“.

Perciò siate trendy, firmate per l’acqua pubblica, bevete l’acqua del rubinetto, e informatevi, che al giorno d’oggi non fa mai male.



Cocktail di una Notte di Mezz’Estate Travolto da un Insolito Granatino nell’Azzurro Mar Rosso

Il rinomatissimo “Cocktail di una Notte di Mezz’Estate Travolto da un Insolito Granatino nell’Azzurro Mar Rosso” anche noto come “SunSet Cockatail“, è un beverone di classe ma super energetico, al punto che il suo contenuto di zuccheri riesce a rendere sdolcinato anche il più efferato dei demoni, a far tornare i kapelli a Kojak e …

Il Sunset Cocktail è una bevanda fresca e dissetante. Si prepara mescolando sapientemente cedrata e granatina e guarnendo con comunissimo spray alla mela e qualche goccia di Limone di Sicilia. Si può accompagnare con frutti di bosco carni rosse, cipolla soffritta e  va senz’altro servita ghiacciata nell’azoto.

Questo cocktail Mediterraneo al suo interno contiene un variegato concerto di ingredienti snob settentrionali, fra i quali spicca la cedrata, forse l’ingrediente più snob di tutti, pieno di pregiudizi verso quei sapori che considera di classe sociale inferiore. Nel suo retrogusto non smette un attimo di rimarcare le differenze olfattive tra lei e le altre bevande non frizzanti, incurante della loro stessa presenza nella cockteliera.

Solo in bocca avviene un ribaltamento completo dei ruoli: da quel momento la granatina si vendica delle umiliazioni subite durante il mix: costringe la cedrata a umiliarsi a sua volta, a chiamarla signora granatina, fino a quando arriva anche a violentarne il sapore, sfogando in questo modo la sua frustrazione, ma non solo. In lei è come se agisse una forza proveniente da secoli di diluizioni e soluzioni sbagliate. Il retrogusto che rimane alla fine scoppia però in una vera e propria passione; la cedrata ben presto prende ad amare quello strano e denso liquido, ben diverso da quelli che abitualmente frequenta. Così, quando all’orizzonte compare il piatto di servizio che li farà entrare in sala, la cedrata scongiura la granatina di non farsi notare. Il dubbio sulla genuinità del loro mescolarsi infatti finisce in una nuova separazione nella bocca a causa della troppe differenze che esistono tra loro, in una società che non è strutturata per privilegiare i sapori a scapito della forma, fatta da persone che qando vedono il sunset cocktail, ridono.


Elaborata Ridondanza Pleonastica di Colazione Pletorica, con Copioso Arricchimento di Nutritivi Soverchianti e Rigurgitante Appesantimento di Sapori Esuberanti su Straripante Vassoio Barocco

La spaventosa e sovrabbondante “Elaborata Ridondanza Pleonastica di Colazione Pletorica, con Copioso Arricchimento di Nutritivi Soverchianti e Rigurgitante Appesantimento di Sapori Esuberanti su Straripante Vassoio Barocco” anche nota come “Colazione PiùPiù” (o C++ per gli hackers e i crackers), è un’interessante idea per una prima colazione completa e nutriente.

colazione-piupiu

Si sa che la colazione è il momento più importante della giornata, dalle cui scelte degli ingredienti dipente il vostro successo nel lavoro e nella vita sociale. La colazione più più è molto diffusa e apprezzata, ma raramente viene preparata al massimo delle sue potenzialità: la preparazione è molto ricca di dettagli e sfumature che condizionano il comportamento dei cuochi che spesso apparecchiano il vassoio in maniera scorretta o incompleta: molte delle caratteristiche dello standard non sono ancora contemplati nelle colazioni attuali, anche se la situazione sta migliorando lentamente. La grande ricchezza della colazione più più, insieme agli ingredienti che la accompagnano, la rendono una colazione estremamente espressiva e potente, ma che richiede molto tempo per venire padroneggiata e consumata completamente. Inoltre a causa della variabilità della preparazione dei cuochi nel maneggiare gli ingredienti più rari del piatto, i consumatori che scelgono di farne uso quotidiano si rivolgono ad architetture particolari sacrificandone la completezza.

Struttstrup iniziò a lavorare alla colazione nel 1979. L’idea di creare un intigolo mattutino ha origine nelle sue esperienze di cucina durante il lavoro alberghiero. Egli trovò che latte e caffé avessero caratteristiche utili per lo sviluppo di abbondanti colazioni, ma la loro combinazione era troppo esigua per la consumazione quotidiana. Solo oggi, dopo anni di lavoro, un comitato che presentava membri dell’Aragosta Rozza e della Nonna ISO hanno standardizzato la colazione nel 1998. Per qualche anno seguente al rilascio ufficiale degli standard, il comitato ha seguito lo sviluppo del linguaggio e ha pubblicato nel 2003 una versione corretta della colazione che può planare dolcemente oggi nelle vostre tavole, come un bidone pieno d’acqua farebbe su una porcellana di Murano.



Sandwitch Soffiato al Vento dell’Albenga Indonesiana con Lapilli di Carne e Pickles Texani

Il “Sandwitch Soffiato al Vento dell’Albenga Indonesiana con Lapilli di Carne e Pickles Texani” anche distribuito come “Panino Calentado” viene distruibuito come gadget solo all’interno dei rinomati Hiltons Hotels di Cambridge. Normalmente ne è proibita la vendita.

Pnino Calentado

Questo fantastico oggetto ornamentale, viene lasciato nelle camere degli ospiti degli hotel più rinomati per farli ambientare in un regno alieno al resto dell’umanità: l’inghilterra.

L’Inghilterra è un paese al quale non ti riesci ad abituare. Te ne accorgi quando tenti di attraversare la strada e tutte le macchine tentano di trasformarti in striscia pedonale. Infatti in tutto il mondo si guida a destra, in Inghilterra a sinistra, inoltre, a differenza del resto del nord Europa, in Inghilterra non sono neanche stati educati al quieto vivere, o alla sopravvivenza della specie. E a poco vale farsi qualche conto a mente per determinare il miglior momento per attraversare: le distanze vengono infatti misurate in spanne, in ditali, in alluci, le velocità in pertiche al lustro, i pesi in libbre e cotili, la birra la puoi chiedere solo in pinte variabili a seconda del quartiere, o in anfore ed emicongi… una sonda spaziale fu persa per la loro ostinazione a misurare con i piedi. La sera quando torni in albergo stanco, stremato, ed affamato perché nel frattempo non ti sei accorto che gli inglesi alle 6 di pomeriggio chiudono tutto per tornare  casa a farsi la zuppetta non puoi neanche caricarti il portatile per cercare un fast food indiano, perché neanche gli indiani sono riusciti ad attecchire nelle periferie e sopratutto perché ti devi scontrare con le loro prese. Brutte, giganti, con frequenze di rete sconosciute, si calcola che se non esistesse l’Inghilterra gli adattatori sarebbero grandi la metà.

L’idea di questo piatto venne a un viaggiatore che trovandosi in una tristissima cittadina di nome Milton Keynes, dimenticata contemporaneamente da Dio e dal Diavolo riuscì a mangiare dopo le 7 di “notte” solo dopo aver attraversato sterminati quartieri fantasma e facendo la fila insieme a delle macchine in un McDrive.

Riuscì grazie solo al vento dell’Albenga a fiutare il posto che gli avrebbe dato quei pochi giorni in più di autonomia per scappare da quel limbo senza neanche un Caronte traghettatore di anime. Infatti la fermata principale del bus si trovava a 5km dal centro, dopo un comodo sterrato fangoso tenuto paludiforme dalla incessante pioggia, affiancato da strade con bolidi (unica passione dei MKiani, che li tengono dentro casa come noi teniamo gli animali domestici) che sfrecciano a 120 parsec al meridiano, in strade dove i marciapiedi sono stati minuziosamente e meticolosamente estirpati.



La ricetta perfetta

A parte evocare “il delitto perfetto”, l’idea è che ciascuno di noi ha nel proprio repertorio una ricetta perfettaintoccabile, che non cambierebbe per nessuna ragione al mondo, neanche se Vissani Marchesi arrivassero insieme a casa nostra proponendoci la loro versione (concorde!). Ma solo una ricetta può davvero essere giudicata perfetta, il più buono, il più semplice, l’indispensabile, l’irrinunciabile, il piatto per antonomasia del paese dove si mangia meglio al mondo, il piatto che non può mancare nella nostra tavola, perché nella sua semplice efficacia ci rappresenta e ci rende orgogliosi di essere Italiani: la pastasciutta al sugo.

Molte persone insinuano che la cucina è un’arte statica, basata su leggi ferree, consolidate dall’esperienza degli chef e da secoli di perfezionamento. I maggiori detrattori della sperimentazione in cucina arricciano il naso appena scoprono il modo in cui le nostre ottime ricette vengono plasmate. Basta invece pensare al fatto che del cibo di farina in forma di fili prodotto nelle antiche granaie della Cina e l’ormai comunissimo Solanum Lycopersicum, non ebbero successo fino a quando qualcuno non decise di mescolare i due prodotti! Nacquero così gli spaghetti al sugo, un tipo di pasta lunga e sottile a sezione tonda sotto una salsa di pomodoro, tipico della nostra ottima cucina,

INGREDIENTI: spaghetti, sugo di pomodoro, parmigiano grattuggiato.Ricetta Perfetta

PREPARAZIONE: Far bollire 3 litri d’acqua, buttare un cucchiaio di sale e inserire 150 grammi di pasta x persona. Passato il tempo di cottura, scolate e condite con il sugo facendo saltare in pentola. Aggiungete a piacere il formaggio grattuggiato sui piatti.

Il piatto è pronto.


Preparazione del sugo di pomodoro per 4 persone, tempo minimo 30 minuti

Lavate 500g. di pomodori San Marzano, scottateli per qualche minuto in acqua bollente, poi scolateli con una schiumarola, spellateli, tagliateli a metà e privateli dei semi e tagliateli poi a filetti

Sbucciate 2 spicchi d’aglio e fateli imbiondire in una casseruola con 5 cucchiai d’olio, aggiungete poi i filetti di pomodoro e fate cuocere a fuoco vivace per qualche istante in modo che perdano l’acqua di vegetazione. A questo punto unite 6-7 foglie di basilico pulite e strappate a metà con le mani per dare più profumo al sugo, salate pepate e fate cuocere per 15 minuti a fuoco moderato.


Onoriamo dunque i creatori di questo fantastico piatto, dal momento che come ama ripetere mio zio:

Hanno dato il premio nobel a quello che ha inventato la bomba atomica, e a chi ha inventato la pasta al sugo non gli hanno neanche fatto un busto in cartapesta.